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TRANI
Basilica cattedrale di Santa Maria Assunta


La splendida cattedrale di Trani affonda le radici della sua storia nella Grecia del 1070.

In quell'anno a Stiri (nella Grecia meridionale - attuale Distomo), vede la luce un giovane greco di misera famiglia, Nicola, che all'età di 8 anni viene mandato a pascolar le pecore.

La vita solitaria e quasi eremitica lo dispone ad una essenziale spiritualità: comincia a recitare incessantemente 'Kyrie eleison'.

La madre ricorre a minacce e botte nell'intento di far rinsavire il figlio ma, frustrata dai suoi insuccessi, lo consegna ai monaci di un convento.

I buoni frati, credendolo indemoniato, lo curano a suon di botte e lo chiudono in una torre. Ma il giovane ne esce miracolosamente e s'aggira per il convento recitando il suo 'Kyrie eleison'.

I monaci esasperati lo cacciano dopo averlo vestito da monaco: non era stato ordinato, ma i monaci di Stiri gli avevano fatto indossare l'abito quasi per gioco.

Qualche tempo dopo una fanciulla di bell'aspetto si presenta a Nicola chiedendogli di poterlo seguire nei suoi pellegrinaggi: il ragazzo accetta e traveste pure lei da monaco. Questa ragazza segue il santo e con lui recita 'Kyrie eleison'. Improvvisamente però accusa Nicola di essere suo seduttore e ingannatore, aggiungendo calunnie e infamie.

I paesani ricoprono Nicola d'ingiurie, ma poi, sentendo il rimorso della coscienza, la ragazza confessa la verità: lei aveva liberamente scelto di seguire Nicola.

Dopo non poche vicissitudini, sempre farcite da 'Kyrie eleison', il giovane Nicola si imbarca da Lepanto per Roma: durante il viaggio i marinai - stressati dal suo ossessivo 'Kyrie eleison' - lo buttano a mare.
Lui miracolosamente si salva: approda in Italia e poi giunge a Trani il 20 maggio 1094 facendo risuonare per la città il suo 'Kyrie eleison'.

Le cronache riportano che raduna subito intorno a sé un gran numero di bambini ai quali regala ciliegie e altri frutti.
Il 23 maggio Nicola si ammala ed è accolto nella casa di un tale Sabino.
Nei giorni di malattia riceve le visite di bambini e popolazione ai quali si rivolge con dolci discorsi e parole di conforto, oltre al ben noto 'Kyrie eleison'.

Il 2 giugno 1094 muore. Tantisima gente si reca a visitare le sue spoglie: il suo corpo viene riposto nell'antica cattedrale e si verificano i primi presunti miracoli.
Qualche anno dopo, su iniziativa di tal Bisanzio, arcivescovo di Trani, e a furor di popolo, viene canonizzato.

Nel 1098 iniziarono i lavori per la costruzione della basilica a lui dedicata che accolse le sue spoglie mortali: San Nicola Pellegrino (da non confondere con San Nicola di Bari Vescovo di Myra).

La splendida cattedrale romanica in riva al mare è edificata usando la bellissima pietra bianca locale, leggermente rosata: un vero gioiello esaltato dal blu del mare alle spalle. Come tutte le cattedrali ha anche il compito di fissare nella pietra le storie dell'epoca. Ma di questo impianto decorativo rimane ben poco all'interno della cattedrale.

Successe infatti che divenne vescovo di Trani Giuseppe Antonio Davanzati (Bari, 29 agosto 1665 - Trani, 16 febbraio 1755), rampollo di una ricca famiglia d'origine greca e fortune fiorentine.

In gioventù, potendoselo permettere, compie il 'Grand Tour' in Francia e in Spagna e altri paesi d'Europa dove intrattiene rapporti con gli intellettuali dell'epoca (Liebnitz è tra i suoi amici) e da essi mutua l'orrore per tutto ciò che rappresenta il medioevo, identificato con l'oscurantismo.

La formazione progressista e lo spirito fortemente innovatore di Davanzati si scontrarono quasi subito con le resistenze del clero locale e della stessa popolazione. Ha però modo di far scalpellare i capitelli e l'impianto decorativo all'interno della cattedrale di Trani: dobbiamo alla sua solerzia modernista la cancellazione impietosa della storia medievale.

La sua effige fa ora bella mostra di se nel museo diocesano, a ricordarci il pericolo costituito dai Talebani di qualsiasi epoca, cultura e religione. Costoro - magari con le migliori intenzioni - attentano a ciò che abbiamo di più prezioso e insostituibile: la memoria.

Dalla sua furia modernista si son salvate le decorazioni esterne, parte del pavimento e le porte. In ciò che rimane del mosaico pavientale si può ammirare uno splendido 'Volo di Alessandro' e anche una parte di una sirena a due code. Altre sirene bicaudate sono sull'antico portale custodito all'interno della cattedrale, residui miracolosamente sopravissuti che ci permettono di immaginare quanto abbiamo perduto.

Sul fregio del campanile una scritta ci ricorda quel Nicolaus 'sacerdos et magister' che si ritrova poi a Bitonto.