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Pieve Vecchia Monumentale di San Vito sul Cesano

Quella di San Vito Sul Cesano sembra una sirena bicaudata decisamente defilata dal corso della Storia.

Sembra.

In realtà sta solo godendo un meritato periodo di riposo, dopo averne viste di crude e di cotte...

Nell'alto medioevo San Vito si trovava in uno dei percorsi del "corridoio bizantino" che collegava la Pentapoli marittima ( Rimini, Pesaro, Ancona, Senigallia e Fano) a Roma.

Con la conquista longobarda, nella zona si insediarono i Bulgari (alleati dei Longobardi) tanto che la valle del Cesano veniva descritta come 'Bulgaria'.
A complicare ulteriormente le cose, in zona vi era un potente monastero che faceva riferimento ai monaci di Sant'Apollinare in Classe di Ravenna.

Appartengono a quel periodo gli inserti marmorei che si possono ammirare sulla facciata delle Pieve Vecchia Monumentale di San Vito sul Cesano.

Tra il 1200 e il 1500 la zona subì una girandola incredibile di eventi.

Appartenuta ai monaci dell'Abbazia di San Lorenzo in Campo nel 1227 si trovava sotto l'Abate di S. Paterniano, nel 1348 la zona venne venduta al comune di Fano per la somma di 300 fiorini d'oro.

Presa dai Malatesta fu espugnata e saccheggiata nel 1353 dalla 'Gran Compagnia' di Fra Moriale (un monaco provenzale che apparteneva agli Ospitalieri ma aveva poi deciso di giocare in proprio in Italia).

In rapida (e non sempre pacifica) successione diventa proprietà degli Sforza, di Federico da Urbino, dei Malatesta, di Fano, dei Dalla Rovere e quindi di nuovo del Ducato d'Urbino, mantenendo però la propria autonomia comunale fino al 1869.

Avrebbe potuto mancare una sirena bicaudata?