Viaggi nello spazio e nel tempo 
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Saint-Christophe du Puch

Nel territorio di Sauveterre-de-Guyenne nel dipartimento della Gironda, tra i vigneti del Bordeaux, vi è la chiesa di Saint-Christophe du Puch.

Risalente all'XI-XII secolo è una delle tante preziose testimonianze romaniche del territorio 'Entre-deux-Mers', cuore dell'Aquitania.

La chiesa nel 1289 viene affidata ai Templari e pare si debba a loro la decorazione del portale occidentale.

Il portale è sovrastato da una cornice con 7 modiglioni decorati.

Al centro spicca una splendida sirena bicaudata ben conservata.
Davvero notevole poi il modiglione di destra raffigurante un suonatore di salterio e un suonatore di flauto.

Ma è il secondo modiglione da sinistra che suscita il nostro interesse.

A differenza degli altri è pesantemente rovinato.

Léo Drouyn (1816-1896), un archeologo che ha svolto un prezioso lavoro di censimento e disegno di gran parte del patrimonio romanico d'Aquitania, nel 1845 aveva potuto ammirare il modiglione integro.
Ha disegnato uno schizzo di questo modiglione ma lo commenta così: 'le deuxième modillon est un sujet que nous renonçons à décrire' (il secondo modiglione ha un soggetto che noi rinunciamo a descrivere).
E' sempre Léo Drouyn, nel 1875, che ci informa d'averlo disegnato "... avant qu'un curé, par trop rigide, ait eu la malencontreuse idée de mutiler ce qu'avaient respecté ses prédécesseurs depuis le XIIe siècle" (prima che un parroco, troppo rigido, avesse la malaugurata idea di mutilare ciò che i suoi predecessori avevano rispettato dal dodicesimo secolo).

Certo doveva rappresentare un soggetto audace!

E' comunque una annotazione preziosa: le chiese del romanico sono vere e proprie navi capaci di traportare fino a noi, attraverso più di 8 secoli, preziose informazioni su chi e come eravamo. La navigazione non è stata per niente facile: alle ingiurie del tempo spesso si è aggiunta l'opera dell'uomo.

L'archeologia, lo studio della storia a partire dai documenti e il rispetto del passato sono concetti moderni e tutt'altro che scontati.
Spesso (come nel caso dei mutandoni alla Cappella Sistina o della cattedrale di Trani) zelanti impiegati si sono arrogati il diritto di 'epurare' quanto non risultasse edificante ai nostri occhi.

Per questo, se vogliamo avere una idea ragionevolmente precisa del medioevo, non possiamo limitarci ad ammirare le grandi cattedrali (sottoposte a riforme e controriforme), ma dovremmo frequentare le chiese periferiche, sperando che l'impianto decorativo non sia stato oggetto di troppe attenzioni (o di troppo poche) da parte di zelanti parroci ...

E comunque dovremmo bandire i talebani di tutte le culture e religioni.