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Pesaro
Cattedrale di Santa Maria Assunta


Il duomo di Pesaro, dedicato all'Assunta, accoglie i visitatori con una scritta visibile attraverso una vetrata sul pavimento:
'AUXILIANTE DEO ET INTERCEDENTE BEATA MARIA IOHANNIS VIR GLORIOSUS MAGISTRO MILITUM ET EX CONSUL PROVINCIAE MYSIAE NATUS HANC BASILICAM CUM OMNI DEVOTIONE ET DESIDERIUM A FUNDAMIS CONSTRU'
(con l'aiuto di Dio e l'intercessione di Maria beata, Giovanni - uomo glorioso, capo delle milizie, che fu console e nato in Misia - ha fatto costruire questa Basilica dalle fondamenta).

La scritta risalente al sesto secolo, probabilmente dopo la guerra tra Bizantini e Goti che portò alla distruzione del Duomo, ci dice fin dall'ingresso che le radici nella storia di quest'edificio sono davvero profonde.

Pare che una prima Basilica paleocristiana sia stata distrutta e ricostruita al tempo della conquista di Pesaro da parte dei Goti.

Quindi, nel VI secolo, la Basilica venne 'ricostruita dalle fondamenta' ad opera dei bizantini sotto la direzione di Giovanni, probabilmente uno stratega al seguito di Belisario e Narsete, i generali bizantini inviati dall'imperatore Giustiniano a riconquistare l'Italia.

Ci pensarono poi i Saraceni, che conquistarono Pesaro nell'848, ad una nuova distruzione della Cattedrale alla quale pose rimedio una riedificazione nell'XI e XII secolo.

Vi furono poi interventi dei Malatesta e degli Sforza e quindi un rifacimento in stile barocco che hanno portato l'edificio all'aspetto attuale.

La preziosa memoria di tutti questi interventi è conservata nei quattro pavimenti sovrapposti che testimoniano le radicali trasformazioni della Basilica.

Lo strato più profondo, oltre due metri sotto il pavimento attuale, appartiene alla Basilica paleocristiana.

Sopra di esso vi è il pavimento bizantino al quale appartiene la scritta del 'magister militum' Giovanni visibile attraverso una apertura vetrata all'ingresso della Basilica.
Altre aperture vetrate sul pavimento consentono di 'sbirciare' il tappeto musivo medievale, contemporaneo - probabilmente - a quello del monaco Pantaleone a Otranto e a quello di S. Giovanni di Ravenna (col quale ha molta storia in comune).

Sbirciare, solo sbirciare.

Il vetro opaco, le pessime condizioni di illuminazione e la ridotta dimensione dei vetri consentono solo una sbirciatina!

Un patrimonio del genere meriterebbe ben altra visibilità!

Siamo riusciti in qualche modo e con molta pazienza a fotografare la sirena bicaudata e qualche dettaglio.
Ma gran parte delle foto le abbiamo dovute buttare per totale improponibilità...

Oltre alla Sirena sono raffigurate le Lamie (bestie orrende che succhiavano il sangue ai neonati...). Attorno alle Lamie campeggia la scritta 'DNA MAROTA UXOR BONI OMINIS GAUDENCI FECIT OPERARE ISTA TABULA' (la Signora Marota moglie del valente Signor Gaudenzio fece realizzare questa tavola): un modo per consegnarsi alla memoria dei posteri.

Ci iscriviamo senz'altro al lungo elenco di coloro che vorrebbero il pavimento medievale del duomo di Pesaro decisamente più visibile e accessibile: non tocca a noi indicarne i modi, ma certamente si può fare di meglio!