Viaggi nello spazio e nel tempo 
Time & Space Travels


PARMA - il duomo

Correva l'anno 1106 quando il papa Pasquale II di ritorno dal Concilio di Guastalla si ferma a Parma. E' la vigilia della festa di Tutti i Santi: compie la dedicazione della cattedrale a Maria Assunta e consacra vescovo della città il fiorentino Bernardo degli Uberti, quarantacinquenne monaco vallombrosiano.

Con l'insediamento di Bernardo degli Uberti, legato papale, deciso sostenitore della riforma gregoriana, mutano i modelli di riferimento in architettura e soprattutto nella scultura, legata all'insegnamento che la Chiesa vuole impartire ai fedeli.
Li esorta pure a camminare sulla strada della fede per raggiungere la salvezza eterna attraverso gli insegnamenti del Nuovo e del Vecchio Testamento e gli esempi dei santi come Nicola e Martino invece che inseguire suggestive eresie o continuare a mescolare elementi 'pagani' alla religione. La riforma gregoriana vorrebbe insomma più libri sacri e meno bestiari...

Ma il grosso dell'impianto iconografico è già realizzato. Così il più scatenato bestiario medievale si trova accanto ad edificanti capitelli quali quelli relativi alla Madonna in trono (son stati salvati anche i colori originali), al buon San Nicola (il santo offre monete a tre sorelle per distoglierle dalla prostituzione) o al "classico" sacrificio di Isacco.

Ma troviamo anche un curioso "monaco lupo" (un lupo che azzanna un volatile, un secondo lupo che regge un libro con una scritta e ha davanti un asino, seduto sulle zampe posteriori, che pare minacciarlo con un fascio di verghe mentre gli sta impartendo una lezione). La scritta sul bordo del capitello che continua sul libro del frate recita: "Quem nimis infestus modo flagrat turpis asellus est monachus factus lupus hic sub dogmate tractus".
Probabilmente si riferisce a Fra Dolcino da Novara o a una delle tante "eresie" che fiorivano spesso a partire dai monaci conventuali. La riforma gregoriana condanna con forza queste eresie e la voce della Chiesa si impossessa dei simboli dei bestiari per esprimere la dura condanna.

All'interno del duomo e all'esterno sul fregio che percorre le absidi troviamo tutto l'immaginario che neppure il bravo Bernardo ha modo di cancellare: sirene a due code (splendide quelle restaurate nel matroneo. Di una sirena a due code - sul lato nord - realizzata su un blocco di arenaria rimane ormai solo l'ombra...) centauri a caccia, leoni e draghi impegnati in combattimento....