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Monza - Il duomo

Il duomo di Monza è un'opera del XIV secolo dedicata a San Giovanni Battista.
Pare tuttavia che esso sia sorto sul luogo della cappella palatina voluta dalla regina Teodolinda. Monza era - nel VI secolo - residenza estiva dei re Longobardi.

Teodolinda, principessa bavarese, vedova di Autari re dei Longobardi e poi sposa di Agilulfo, avrebbe fondato la cappella originaria dedicata a San Giovanni Battista nel 595.
La regina - che si adoperò per la conversione dei longobardi dall'arianesimo al cattolicesimo - vi fu sepolta nel 627 e tuttora riposa nel duomo.

Il duomo attuale - nel quale ha lavorato Matteo da Campione (forse erede di quei "maestri campionesi" nel XI e XII secolo giravano per l'Europa a decorare chiese e monasteri) - conserva ben poco della chiesa palatina voluta da Teodolinda.

Sono proprio le sirene bicaudate a parlarci di tempi ben più remoti del XIV secolo, forse incaricate di custodire la memoria troppo spesso minacciata da ferventi ammodernatori.

La sirena a due code che decora l'alta finestra della Cappella di Teodolinda (l'originale è conservato al museo del duomo) fu rinvenuta durante scavi nel perimetro del duomo. Altrettanto capaci di parlarci di un passato remoto sono le sirene che decorano uno dei pilastri sul lato sinistro della navata principale.

La Cappella di Teodolinda, decorata da affreschi del XIV secolo attibuiti agli Zavattari, conserva oltre al sarcofago della regina anche la famosa 'corona ferrea' da sempre simbolo del potere imperiale che - in qualità di reliquia - viene custodita non nel museo ma nel duomo, in una teca dentro la cappella di Teodolinda.

Le placche d'oro che la formano - secondo la tradizione - sono tenute insieme da un cerchio di ferro ottenuto dalla fusione di uno dei chiodi che tennero infisso Cristo alla croce e reperito da Sant'Elena - madre dell'imperatore Costantino - in uno dei suoi viaggi in Terrasanta.


Siamo abituati a considerare beni artistici e storici patrimonio comune. Riteniamo che i tesori - grandi o piccoli che siano - vadano difesi e valorizzati. Non ci scandalizziamo se ci viene richiesto il pagamento di un biglietto quale indviduale contributo per garantire la fruizione del bene.

Ma per visitare il sito di Monza (gennaio 2018) s'ha da pagare più che per visitare gli scavi di Pompei! Inoltre è vietato fotografare (anche senza flash) e la cappella di Teodolinda coi suoi affreschi e con la celebre 'corona ferrea' è sottratta ad occhi non paganti da un livido telone.

Abbiamo avuto la netta sensazione che la cappella di Teodolinda e il museo del duomo di Monza che custodisce notevoli tesori storico-artistici accumulati in 1500 anni siano stati sottratti in modo meschino al patrimonio comune per assoggettarli al moderno 'pay per view'.

Avvicinando l'orecchio al sarcofago di Teodolinda forse anche voi potreste sentirla rigirarsi inquieta!