Viaggi nello spazio e nel tempo 
Time & Space Travels
Lucca
Cattedrale di San Martino


AD MEMORIA HABENDA(M) ET IUSTITIA(M) RETINENDA CURTIS
ECLESIE BEATI MARTINI SCRIBIMUS IURAMENTUM QUOD CAMBIATORES
ET SPECIARII OM(NE)S ISTIUS CURTIS TEMPORE RANGERII EPI(SCOPI) FECERUNT
UT OM(NES) HOMINES CU(M) FIDUCIA POSSINT CA(M)BIARE VENDERE ET EMERE
IURAVERUNT OM(NE)S CAMBIATORES ET SPECIARII QUOD AB ILLA HORA
IN ANTEA NEC FURTUM FACIENT NEC TRECCAMENTU(M) NEC FALSI
TATE(M) INFRA CURTE(M) SANCTI MARTINI NEC IN DOMIBUS ILLIS IN QUIBUS
HOMINES HOSPITANTUR HOC IURAM(EN)TUM FACIUNT QUI IBI AD
CANBIUM AUT AD SPECIES STARE VOLUERINT
SUNT ETIA(M) INSUPER QUI SEMPER CURTEM ISTA(M) CUSTODIUNT ET QUOD
MALEFACTU(M) FUERIT EMENDARE FACIUNT AN(NO) D(OMI)NI MCXI

Nel 1111 i cambiavalute di Lucca giurarono di non gabbare i pellegrini che scendevano lungo la Via Francigena sotto il portico della cattedrale di San Martino e negli ospizi a loro dedicati.
Posero questa lapide a ricordo del loro giuramento: non avrebbero più fatto furti, raggiri e falsificazioni sotto il portico di San Martino né nelle case dove si dà ospitalità.

A pochi passi, su una delle colonne è inciso un labirinto che reca l'iscrizione:
HIC QUEM CRETICUS EDIT DEDALUS EST LABERINTHUS DEQ(U)O NULLUS VADERE QUIVIT QUI FUIT INTUS NI THESEUS GRATIS ADRIANE STAMINE IUTUS
(Questo è il labirinto costruito dal cretese Dedalo di cui nessuno è mai riuscito a trovare l'uscita se non Teseo, grazie al filo di Arianna)

E ancora, su uno dei portali, due personaggi si fronteggiano brandendo due cartigli. Uno dice:
EGO REGULUS ASSERO SE(M)PER FUISSE D(EU)M PATREM ET FILIUM ET SP(IRIT)U S(ANCTUM)
e l'altro, in risposta, scandisce:
NOS ARIANI DICIMUS FILIUM DEI INITIUM IN DIVINITATE ABUISSE


Cambiavalute di dubbia onestà, eresie e dispute teologiche, labirinti simbolici... e questo non è che l'inizio. Il duomo di San Martino di Lucca è una vera e propria miniera di suggestioni sul mondo medievale. La splendida architettura tiene insieme una quantità impressionante di storie, rivelandoci il bisogno quasi viscerale dell'uomo medievale di questa materia prima.
E se le storie "vere" non bastano, si ricorre all'ausilio dei bestiari.

Le sirene bicaudate stanno a sigillo di questa incredibile miniera. Vi sono sirene a due code sulle colonne della facciata, una sulla colonna all'ingresso nel tralcio, una nelle tarsie pavimentali all'interno della cattedrale e due, più recenti, sull'organo.

Secondo la tradizione la prima chiesa di S.Martino fu edificata per volere di S.Frediano, vescovo di Lucca morto nel 588. Fu poi ricostruita all'incirca nelle forme attuali nel 1060 per volontà di papa Alessandro II (1061-1073) che la consacrò solennemente nel 1070 alla presenza della contessa Matilde di Canossa. All'interno, tra le altre cose, non si può non segnalare il monumento funebre a Ilaria Del Carretto realizzato da Jacopo della Quercia ed una ultima cena di Tintoretto.