Viaggi nello spazio e nel tempo 
Time & Space Travels

GROPINA
Pieve di San Pietro




Tra Firenze e Arezzo la Pieve di San Pietro di Gropina, nel comune di Loro Ciuffenna, domina la Valdarno.

Gropina Ŕ un piccolo borgo di poche case e la grande Pieve Ŕ giustificata dal fatto che si trova in un importante punto di passaggio tra Arezzo e Firenze.

La chiesa attuale Ŕ stata edificata attorno al XII secolo su una preesistente chiesa longobarda del VIII secolo che fu costruita su una precedente chiesa paleocristiana che a sua volta prese il posto di un tempio pagano (quando si dice vocazione nella destinazione d'uso!).

Il fatto di essere un po' fuori mano probabilmente ha contribuito alla sua conservazione ed Ŕ certamente uno dei monumenti pi¨ belli e meglio conservati del romanico toscano e italiano.
Purtroppo, il fatto che sia stata costruita in pietra locale (arenaria) non ha aiutato la conservazione degli esterni, ma l'interno Ŕ uno splendore!

La chiesa Ŕ avvolta dalla semioscuritÓ (la luce entra solamente dall'abside e da una bifora sulla facciata schermata da lastre d'alabastro), ma via via che l'occhio si abitua alla scarsa luce emergono ad uno ad uno i suoi tesori.

Primo tra tutti il meraviglioso ambone longobardo.

Sostengono il leggio i simboli di tre evangelisti: il quarto evangelista Ŕ rappresentato - piccolo piccolo - nel fregio sottostante, sopra gli "oranti" che decorano il supporto del pulpito. ChissÓ perchŔ il buon evangelista Luca Ŕ stato discriminato... Forse un incidente durante la scultura, o magari una semplice distrazione dello scultore. Comunque l'artista ha riparato con una testina di bue, simbolo di Luca, inserita nel fregio...

L'ambone circolare (non deve essere stato facile da realizzare nell'VIII secolo!) Ŕ decorato con forse la pi¨ meravigliosa sirena a due code che vi capiterÓ mai di vedere: magra (come tutte le sirene Longobarde) ma con una capigliatura strepitosa ed uno sguardo divertito.
La sovrasta una figura maschile che forse vuol competere con la sirena imitandone maldestramente la postura, ma sirene si nasce! e due serpenti s'incaricano di punire l'incauto imitatore.

Lo splendido capitello dei cavalieri ci mostra alcuni armati a cavallo separati sugli spigoli da omini nudi in precario equilibrio tra una cavalcatura e l'altra.
Uno di questi cavalieri inforca il cavallo al contario. Pare che il cavaliere sia re Teodorico colpevole d'essere particolarmente violento (e Ariano) e la leggenda lo vuole rapito da un cavallo che and˛ a tuffarsi nel cratere di un vulcano.

E poi gli altri capitelli scolpiti per parlare ai contemporanei: aquile, tigri in lotta, S.Agostino, S.Pietro (titolare della chiesa) e S.Paolo, scrofe, demoni, Cristo nella sacra mandorla, Sansone che smascella il leone, peccatrici con serpenti ai seni, manticore, lupi... Tutta la forza espressiva del bestiario medievale.