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BITONTO
Cattedrale


'Hoc opus fecit Nicolaus sacerdos et magister anno millesimo ducentesimo vicesimo nono indictionis secunde'

1229. Luglio. Federico II imperatore, reggente di Gerusalemme per aver sposato quattro anni prima Jolanda di Brienne, tornato dalla crociata dopo aver liberato il Santo Sepolcro ed essersi incoronato re di Gerusalemme occupa la città di Bitonto.

La cattedrale di Bitonto fu infatti il teatro da dove papa Gregorio IX nel 1227 aveva scomunicato Federico II per la sua renitenza alla crociata. E proprio a Bitonto Federico II - stupor mundi - torna per 'incassare' i suoi meriti in Terrasanta. Quasi a sbattere sul naso di Gregorio IX il suo successo.

Il chierico Nicolaus lo accoglie nella cattedrale dedicata alla Vergine e a san Valentino con un sermone-panegirico pronunciato probabilmente da uno splendido ambone preparato per l'occasione che fa bella mostra di se nella meravigliosa cattedrale romanica di Bitonto e che reca inciso il nome di quel "sacerdos et magister" che l'aveva voluto.

Nicolaus non bada a spese ne' nell'ambone dedicato alla casa di Hohenstaufen ne' nelle parole del sermone.
Dall'ambone di fronte all'imperatore Federico II pronuncia il suo sermone: "Magnus est dominus et magna virtus eius et sapiencie eius non est numerus" è l'incipit di Nicolaus.
E continua: "Magnus est, maior et maximus, magnus quia rex Sicilie, maior quia rex Iherusalem, maximus quia imperator Romanus."

Probabilmente Nicolaus - forse la più alta carica religiosa presente a Bitonto - teme la vendetta di Federico ( la preoccupazione era più che legittima...) ma ancor più probabilmente l'entusiata canonico sperava che si chiudessero finalmente gli scontri tra potere religioso e potere politico; desiderava che papa e imperatore si legittimassero a vicenda aprendo una nuova età di giustizia e pace: il vero sogno proibito del medioevo.

Le cose andarono - purtroppo - diversamente.

Tra Federico II e papa Gregorio IX volarono gli stracci.
Proprio la conquista di Gerusalemme effettuata da Federico II senza aver sparso una goccia di sangue infedele o crociato varrà a Federico una ulteriore scomunica.
(Ferderico II si era accordato, infatti, col suo amico il sultano Kamil per una pace in Terrasanta che doveva aver la durata di dieci anni, cinque mesi e quaranta giorni a cominciare dal 24 febbraio del 1229).

Lo splendido ambone nella cattedrale di Bitonto è ancora lì a parlarci delle paure e delle speranze del chierico Nicolaus ma soprattutto del terribile conflitto tra potere secolare e potere religioso che segnò quegli anni.
Su un lato dell'ambone è rappresentata - probabilmente - la casa di Svevia: Federico Barbarossa, Enrico VI, lo stesso Federico II e suo figlio Corrado.

Federico barbarossa tiene in mano lo scettro col giglio imperiale che passa alle generazioni successive.

(C'è anche chi sostiene che la prima figura rappresenti la città di Bitonto che consegna lo scettro ad un messagero di Federico II e suo figlio, ricevendone in cambio lo status di città imperiale, come Kaysersberg...)

Ma l'intera cattedrale continua a parlarci di quel medioevo ricco di eventi, speranze e storie.

Parlano i capitelli in uno dei quali è rappresentato lo sfortunato volo di Alessandro Magno dove l'imperatore - con due fusi di carne - manovra i grifoni che lo trainano in cielo. Su un lato è inciso nella pietra l'errore di manovra di Alessandro che provoca il capovolgimento di uno dei grifoni...

Non potevano mancare le enigmatiche sirene bicaudate (una sul portale ed una sui capitelli della cripta) quasi a certificare l'importanza del luogo e la sua aderenza ai canoni culturali dell'epoca.

Nella cripta, poi, è stato ritrovato un meraviglioso mosaico di un grifone probabilmente risalente all'undicesimo secolo, incredibilmnte ben conservato: la cosa strana è che il grifone tiene nel becco un giglio. Un caso?
O forse il grifone era accessibile nel dodicesimo secolo e qualcuno si è incaricato di legare in questo modo il grifone (simbolo di Cristo e/o della Chiesa) col giglio imperiale (lo stesso giglio rappresentato sullo scettro che Federico I sull'ambone passa ai successori).

Probabilmente non sapremo mai com'è andata. Ma visitando Bitonto e la sua Concattedrale non ci è difficile immergerci in quel passato turbolento e immaginifico che così profondamente ha segnato la nostra storia.

Appena restaurato il lato destro della Cattedrale con la famosa 'porta della scomunica'. La galleria ospita altre due sirene bicaudate.