Viaggi nello spazio e nel tempo 
Time & Space Travels




Avila
Basílica de los Santos Hermanos Mártires, Vicente, Sabina y Cristeta



Avila si mostra ai visitatori impressionandoli con la sua imponente cinta muraria. Dal 1985 č nella lista dei UNESCO dei siti dell'umanitā.

Alla dissoluzione dell'impero Romano, Avila č stata occupata dai Visigoti e quindi dagli Arabi. Fu una delle cittā chiave della Reconquista. Verso il 1050 e per circa 30 anni divenne una specie di 'terra di nessuno', frontiera di scontro tra il regno di Castiglia e gli Arabi. Verso la fine dell'XI secolo col procedere della 'Reconquista', divenne una parte relativamente sicura del regno e la cittā venne ripopolata: vennero costruite le imponenti mura e ebbero inizio opere di edilizia religiosa.

Tra le prime e pių importanti, la basilica di San Vincente che avrebbe dovuto ospitare le preziose reliquie dei martiri Vicente, Sabina e Cristeta (martiri del III secolo) che erano stati trasferite a Burgos per sottrarle al pericolo arabo. La chiesa presenta evidenti elementi gotici: stile che allora si andava affermando ma č ancora prevalente lo stile romanico.

Accanto ad elementi gotici troviamo i segni tipici del romanico a partire dalla galleria porticata esterna ma sopratutto sui capitelli che decorano la chiesa e perfino il matroneo all'interno.

La chiesa č stata tra le prime oggetto di un moderno 'restauro rispettoso', attento a conservare i caratteri originali invece che rifarli di nuovo (come č successo, ad esempio, a Fromista...).

La chiesa č costruita con l'uso della 'piedra caleņa', un materiale locale con forte contenuto di ferro. Le screziature rosse della pietra giallasttra - spesso esaltate dalla decorazione pittorica - danno un tono drammatico ai capitelli interni che conservano - molti ancora - la colorazione, cosė come avveniva comunemente nel medio evo.

Ovviamente non poteva mancare una sirena a due code...