Viaggi nello spazio e nel tempo 
Time & Space Travels
Montefiascone
San Flaviano


"Occupatevi della vostra chiesa invece che della mia barba!"
(BARBAM MIRANTES AULA V(EST)RAM RESPICITE)

Così nella chiesa di San Flaviano, dall'alto di uno dei capitelli, un personaggio barbuto apostrofa i fedeli.

Basterebbe questo per capire che la chiesa di San Flaviano, ai bordi del paese di Montefiascone, ha qualcosa di interessante da dirci!

La chiesa si presenta come la sovrapposizione di due chiese, per di più orientate in senso opposto: l'abside della inferiore corrisponde all'ingresso della superiore.
E' probabile che i matronei della chiesa romanica siano stati trasformati in una ulteriore chiesa superiore ...col buco, dal quale si può ammirare la chiesa inferiore.

La chiesa ha certamente avuto una storia costruttiva interessante.

Nell'852 Papa Leone IV parla della "ecclesiam Sanctae Mariae ubi corpus Beati Flaviani martyris requiescit, cum casale et burgo suo in circuitu et giro eius".

Pare che l'edificio romanico attuale risalga al 1032 ma una chiesa era già annotata da Sigerico nel 990 nell' Itinerario come Sancte Flaviane, VII tappa del ritorno a Canterbury. Probabilmente vi era un ospizio per i pellegrini della via Francigena.

Nel 1113 viene sepolto nella chiesa Johannes Defuk, vescovo tedesco che si era recato a Roma per assistere all'incoronazione di Enrico V ad imperatore del Sacro Romano Impero.
Pare che il prelato dimostrasse una forte predilezione per il vino di Montefiascone, l' EST!EST!EST!, al punto di eleggere il luogo a domicilio ...eterno.
Il fedele servo Martino provvede alla sepoltura del prelato in San Flaviano facendo scrivere sulla lapide "Est est est pr nim est hic Jo De Fuk do meus mortuus est" che sta per "Est est est propter nimium est hic Johannes De Fuk dominus meus mortuus est" (Per il troppo EST!EST!EST! qui giace morto il mio signore Johannes Defuk).

Federico Barbarossa rade al suolo il borgo intorno alla chiesa nel 1187 però lascia intatta la chiesa.

In seguito Montefiascone risorge lasciandosi San Flaviano alla periferia.

Splendidi i capitelli che decorano le colonne delle tre navate di San Flaviano. Certamente il capitello più curioso è quello citato con l'omino che s'accarezza la barba. Ma, come se non bastasse, sullo stesso capitello un altro omino recita "AULA(E) SV(M) CU(S)TO(S) P(ROPTER) SCUL(P)TU(S) DELUDERE STULTO(S)" (Io sono il custode della chiesa scolpito per ingannare gli sciocchi).

La ricchezza decorativa è impressionante: aquile, leoni, motivi fitomorfi...

Alle pareti sopravvivono affreschi di splendida fattura dipinti fra il 1300 eil 1600: storie di San Nicola, Santa Caterina, L'annunciazione, la visita dei Magi....

San Flaviano doveva essere una di quelle "bomboniere" romaniche interamente dipinte che, in tempi nei quali l'immagine era una rarità, doveva suggerire ai fedeli una esperienza sensoriale vissuta come anticipo del paradiso.

In un luogo del genere poteva mancare uba sirena a due code?

Cercate bene: posata a terra (forse meriterebbe una sitemazione più consona...), dimenticata tra sedie ed inginocchiatoi, nella cappella che il servo Martino ha dedicato al suo dominus Vescovo De Fuk la sirena a due code, sorniona, continua a seguire la storia di questo edificio.
Nessuno vi dirà come è finita accanto al Vescovo: le sirene non danno spiegazioni. Ma forse chi si occupa della difesa e valorizzazione del patrimonio storico e artistico del nostro paese qualche spiegazione ce la dovrebbe...