Viaggi nello spazio e nel tempo 
Time & Space Travels


Acquapendente
Basilica del Santo Sepolcro



Il Santo Sepolcro di Gerusalemme è stato certamente uno dei motori che ha indotto quella splendida attività umana che noi oggi chiamiamo turismo.

Si hanno notizie di pellegrini in visita al Santo Sepolcro fin dal II secolo.

Certo, Gerusalemme rimane un po' fuori mano.
E così nel medioevo ci si industriò per offrire ai pellegrini una adeguata emozione senza dover per forza affrontare un lungo e periglioso viaggio nelle terre degli infedeli.

Fu così che nacquero sante imitazioni come le 'Sette Chiese' di Bologna o la basilica del Santo Sepolcro di Acquapendente.

Se vi è capitato di vedere le cisterne imperiali di Bisanzio, proverete un forte senso di 'dejà vu'. Probabilmente non è un caso.

La cripta del Santo Sepolcro di Acquapendente pare sia una ricostruzione fedele della basilica di Gerusalemme voluta da Costantino (e da sua madre Sant'Elena, vera esperta di Terrasanta) e che poi i vari imperatori d'oriente costruirono e ricostruirono - dopo guerre, terremoti, sommosse e sorti avverse - fino a quando, nel 1009, venne rasa al suolo da un califfo "pazzo" al-Hakim bi-Amr Allah.

Una leggenda afferma che Matilde di Westfalia (895-968), madre dell'imperatore Ottone I, in viaggio dalla Germania verso Roma per costruire una chiesa dedicata al Santo Sepolcro, fu costretta a fermarsi ad Acquapendente perché i muli che portavano l'oro necessario alla fondazione non vollero più proseguire.

E' probabile quindi che la cripta di Acquapendente sia la miglior "copia" in nostro possesso della antica basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme a cui certamente avevano lavorato architetti bizantini, forse gli stessi che hanno lavorato alle cisterne di Bisanzio.

Certo, anche ad Acquapendente il tempo non è stato sempre un signore: la basilica romanica venne rifatta in squallido stile neoclassico alla fine del 1600 e la cripta "dimenticata" fino al 1950. I lavori di restauro del secolo scorso ci hanno restituito un ambiente di fortissima suggestione.

24 colonne formano nove navate. All'edicola piramidale che imita il Santo Sepolcro si accede attraverso due scalinate che scendono ancora dal piano della cripta. I capitelli sono decorati con figure zoomorfe e tra essi spiccano due splendide sirene bicaudate. Potevano mancare?